La classe del capitano (#22-2025)

Cosa accomuna le squadre più vincenti della storia?

Dopo ricerche approfondite e anni di osservazioni sul mondo dello sport, l’autore di questo saggio è andato alla ricerca delle caratteristiche dei team vincenti per estrapolare qualche ispirazione utile a capire il mondo della leadership, dello sviluppo talenti e della sana competizione.

Sam Walker ha analizzato 17 squadre che chiama “di prima fascia”: gruppi eterogenei che vanno dagli All Blacks alla nazionale cubana di pallavolo, scoprendo che i loro punti di forza non dipendevano dal carisma, dalla visibilità o dalla capacità dei migliori… ma dalla costanza, dalla spigolosità in campo, dalla umiltà e dalla tenacia di capitani “silenziosi”.

Le squadre che si sono distinte maggiormente nella storia avevano figure silenziose che agivano nell’ombra: schivi alle interviste, lontani dall’essere i più talentuosi, scontrosi in campo ed estremamente disponibili fuori.

“Portatori di borracce” autori del “lavoro sporco”, rigorosamente portato a termine lontano dai riflettori, svolto con assertività e sensa necessità di approvazione.

Persone in grado di guidare il corso della partita col proprio esempio.

E trasportando il parallelo dal campo sportivo a quello organizzativo la domanda viene spontanea: quante persone seza titolo riescono a guidare e ispirare una squadra anche lontano dai riflettori? Quanti colleghi senza un team sanno essere punto di riferimento per gli altri? Quanti collaboratori non visibili riescono a fare gruppo e a spingere gli altri dove non sapevano di poter andare?

La classe del capitano rivela che le squadre migliori sono più spesso quelle che hanno un capitano silenzioso piuttosto che una superstar: figure schive e poco inclini ai riflettori ma anche capaci di infrangere le regole, rompere gli schemi e mettere il proprio team sopra ogni altra cosa.

Quando guardiamo le grandi squadre fatichiamo a separare l’influenza del gruppo dalla personalità del campione che vi gioca. Ciò nonostante, nelle 16 squadre della prima fascia identificate da Walker i capitani raramente erano “le stelle” e ancora più raramente si comportavano come tali: rifiutavano le attenzioni, gravitavano intorno a ruoli funzionali e svolgevano il compito dei “portaborracce”.

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