Come creare ambienti professionali più collaborativi e meno conflittuali?



Un suggerimento viene dalle neuroscienze attraverso un modello sviluppato da David Rock nel 2008 e denominato “SCARF”: è un framework utilizzato in ambito aziendale per comprendere meglio i comportamenti e le reazioni delle persone nei contesti lavorativi.

Il modello si basa su cinque fattori fondamentali che influenzano il comportamento umano, soprattutto in situazioni che coinvolgono relazioni sociali e lavoro in team:

Status (Status)
Il senso di posizione relativa o importanza rispetto agli altri: le persone tendono a sentirsi minacciate quando percepiscono che il loro status è inferiore o in pericolo.

Certainty (Certezza)
Il bisogno di prevedibilità: le persone cercano sicurezza e chiarezza, e l’incertezza o la mancanza di informazioni può causare stress o ansia.

Autonomy (Autonomia)
Il desiderio di controllo sul proprio ambiente: più le persone sentono di avere autonomia e possibilità di scelta, più sono motivate e meno si sentono minacciate.

Relatedness (Relazionalità)
Il bisogno di appartenere a un gruppo o di sentirsi connessi agli altri: essere socialmente accettati riduce la sensazione di minaccia, mentre l’isolamento sociale o l’alienazione la aumenta.

Fairness (Equità)
Il senso di giustizia: le persone tendono a reagire in modo negativo quando percepiscono situazioni ingiuste o trattamenti impari.

Considerare questi elementi e farne una stella polare all’interno delle decisioni di cui siamo responsabili, aiuta enormemente a migliorare l’ambiente e a riflettere sulle azioni necessarie per far salire le persone al “livello successivo”.

Conoscevate il modello SCARF?

Per approfondimenti: “your brain at work”, “quiet leadership” e “coaching with the brain in mind”.

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