La paura di sbagliare crea luoghi in cui non si impara…
Ricordo bene i momenti della mia carriera in cui ho imparato di più.
Sono stati momenti in cui ho dovuto affrontare sfide più grandi di me e in cui, supportato dall’organizzazione, ho accettato progetti apparentemente ben al di là delle mie capacità di gestirli.
In poche parole: momenti in cui mi sono trovato in difficoltà e ho dovuto concentrarmi sulle mie migliori risorse anziché sprecarle per fingere sicurezza rimanendo in acque calme (come sarebbe accaduto in un momento successivo quando avrei acquisito dei titoli formali).
Il punto è che se si spendono energie per non sbagliare, non è possibile trovare quelle giuste per imparare dagli errori e innovare.
Si cresce in ambienti con ostacoli, esponendosi e sfidando le proprie capacità con la possibilità di farlo senza conseguenze: quello che raramente avviene in aziende conservatrici, in cui ci si trova costretti in ruoli da cui si fa fatica a uscire (anche perché, diciamocelo, farlo non è proprio “privo di rischi”).
Gran parte delle organizzazioni sono macchine perfette per non sbagliare, hanno una percezione del rischio “negativa” (al contrario delle start up che ne fanno un passaggio fondamentale per migliorare) e tendono a limitare le persone, inducendole a fare il minimo indispensabile e a stare in confini precisi per limitare eventuali danni.
Cause e conseguenze sono ovvie: si baratta un po’ di sicurezza (che in passato e con un mondo stabile portava risultati), rinunciando a sfruttare il pieno potenziale delle persone.
A livello individuale quello che succede è altrettanto ovvio: se hai paura di sbagliare non muovi un dito e non sbagli… ma eviti anche di sperimentare contribuendo inconsapevolmente al “abbiamo sempre fatto così” e lasciando tutto com’è (con il rischio concreto e inevitabile di perdere di competitività o di farsi sostituire).
Ispirazione dal libro “Brave new work” di Aaron Dignan e da “flow” di Mihály Csíkszentmihályi.
Foto durante un workshop sull’innovazione e la sfida allo “status quo”.
Per approfondimenti su come costruire ambienti diversi in cui persone e organizzazioni si concedono di sbagliare (libro in uscita a Novembre): https://lnkd.in/dQx7cN8h