“per avere successo è più importante sapersi rapportare con gli altri che avere un alto quoziente intellettivo”
A dirlo non è stata una coach, né una esperta di soft skill.
Marilyn Vos Savant è la donna con il quoziente intellettivo più alto mai registrato (228, secondo il test di Stanford-Binet).
Eppure Marilyn non ha scelto la via più ovvia.
Non ha fatto carriera nella scienza, nella matematica o nella tecnologia: ha scelto di scrivere, di divulgare, di fare consulenza e mettersi al servizio degli altri facendo domande, più che dando risposte.
Ha seguito la passione e non una caratteristica innata che avrebbe potuto avvantaggiarla o rendergli la vita facile.
E ha capito una cosa che molti ignorano per decenni: le relazioni spesso contano più del sapere.
Contano più delle competenze e spesso anche più del talento.
Marilyn ha avuto una “multicarriera”, ha costruito connessioni, ha scelto ciò che la muoveva, non ciò che le riusciva meglio.
Quanti di noi scelgono strade comode, perché “riescono bene”?
Quanti ignorano la propria vera vocazione per inseguire ciò che “dovrebbero fare” (magari sotto spinte familiari o di una società che si muove sulla superficie delle cose)?
Quanti si specializzano in una disciplina “verticale”, dimenticando che le competenze orizzontali sono quelle che aprono più porte sul lungo periodo?
A volte, quello che sappiamo fare meglio non è sempre la cosa più saggia…e ciò che ci sembra una “scorciatoia”, si rivela un vicolo cieco o una gabbia dorata da cui è molto difficile uscire.
Ci sono e ci siamo cascati in tanti… ma non è mai troppo tardi per cambiare le cose.
Ultimo ma non per importanza: sapersi rapportare con gli altri è di per sé una forma di intelligenza… quella più “sopraffina” e quella che ci ha distinto da qualunque altro essere vivente sulla terra…