“Sei la media dei cinque giochi che trovi a casa”…
La frase originaria era di Jim Rohn e sosteneva che noi “siamo le cinque persone che frequentiamo più spesso”.
In realtà, molto prima, siamo i libri che leggiamo, i film che guardiamo, i professori che abbiamo avuto, i maestri che ci hanno insegnato e tutto ciò che abbiamo avuto a portata di mano durante il nostro sviluppo… ivi compresi le tipologie di giochi di cui disponevamo.
Montessori e tanti altri riferimenti sull’educazione lo sapevano bene: tutto ciò che ci circonda e che facciamo da piccoli ha un impatto enorme su chi siamo e su chi diventiamo da grandi.
Non è a caso che si tramandano non solo le possibilità economiche ma anche l’acumen e l’intelligenza (non è sempre così ma si può dire che… “good in, good out”).
E per quanto banale sia questa logica, nonostante la relativa disponibilità da parte di tutti di decidere “cosa comprare”, pochi genitori si soffermano sulla qualità di ciò che danno in mano ai loro figli e sull’impatto che ha sul loro sviluppo il materiale che si trova a casa..