Se costa poco, il prodotto sei tu…
23 anni feci un lungo viaggio in California, in un peregrinare che mi portò a visitare moltissimi posti.
Facemmo una “puntata” a Las Vegas (Nevada), che ci accolse con le sue mille attrazioni e decine di alberghi super lusso che riproducevano le meraviglie del mondo.
Fino a quel momento avevamo girato “on the road” con un van, soggiornando a basso costo in una delle catene di Motel tipiche di quella zona (il “Motel 6”)
A Las Vegas i motel erano già pieni e provammo a informarci su qualche soluzione alternativa per la notte.
Dopo aver girato per la città ed essere rimasti incuriositi dalle mirabolanti attrazioni che ogni hotel metteva a disposizione (come “la fontana di Bellagio”, “the mirage volcano” o “la piramide di Luxor”), entrammo a chiedere informazioni.
Con nostra grande sorpresa, scoprimmo che gli hotel non erano nient’altro che dei casinò a cielo aperto: posti lussuosi con accesso diretto a un parco di divertimenti degno del “paese dei balocchi” e con prezzi non troppo superiori a quelli dei ben più spartani “motel 6”.
Perchè?
All’epoca Las Vegas aveva molte attrazioni ma le maggiori erano proprio i Casinò pieni di slot machines posizionati all’interno degli hotel i cui “prezzi bassi” erano “esche” per spingere i clienti a rimanere giornate intere all’interno delle proprie sale da gioco (e spendere quantità enormi di denaro).
In sintesi l’appariscente e invitante “scelta di alberghi superlusso” a poco prezzo, era uno stratagemma e un invito a cedere alla tentazione del gioco.
Quante volte siamo attratti da piccole o grandi Las Vegas?
Quante volte siamo soggetti al “principio di scarsità” o alle leve psicologiche che il consumismo usa in modo scientifico per direzionare le nostre scelte?
Al tempo non conoscevo le neuroscienze e i social con le loro notifiche (scariche di dopamina per il nostro cervello) non esistevano ancora… ma quel viaggio a Las Vegas mi torna in mente ogni volta che ciò che mi circonda sembra troppo bello o troppo invitante per essere “vero”…
Ps: le slot machines negli USA fatturano più di 30 miliardi di dollari l’anno per una media procapite di spesa di 100 dollari… più di quanto viene speso per musica, film o libri.