Non mi freghi #50/2024

Non mi freghi….

Vi siete mai chiesti perché vi passa la fame in famiglia se c’è una discussione in corso?

Quando siamo irritati al sistema digestivo non arriva più sangue… il cervello limbico cerca di proteggere la parte in cui si concentrano maggiormente i nostri organi vitali.

È lo stesso motivo per cui incrociamo le braccia quando siamo contrariati o di fronte a situazioni e persone che ci mettono a disagio o con cui vogliamo formare “barriere”.

Dalle espressioni del volto, al moto delle gambe, a tutto quello che facciamo con la parte del torace, ogni gesto fa parte del linguaggio para verbale o non verbale attraverso cui siamo “stanati” nelle nostre comunicazioni.

Cose intuitive, automatiche e apparentemente irrisorie nascondono messaggi, istinti e preferenze che siamo in grado di mascherare col linguaggio ma che quasi mai siamo capaci di nascondere col nostro corpo.

Chi è più sensibile si accorge e respira il clima in una stanza istintivamente… ed è in grado di subodorare un clima tossico anche quando tutti sorridono o si danno pacche sulle spalle.

Ma è con lo studio del linguaggio del corpo che questa capacità prende sostanza e si acuisce al punto di costituire un vero e proprio vantaggio competitivo.

Nelle negoziazioni, nei rapporti a lavoro e in quelli in famiglia si possono acquisire strumenti potentissimi per migliorare le relazioni e andare più efficacemente in direzione di ciò che siamo e ciò che vogliamo.

Scritto da un ex agente dell’FBI, questo testo è un manuale interessante per capire quanto comunichiamo anche quando non comunichiamo o ci sembra di non farlo.

Qualcosa di fondamentale per dare sostanza a quanto teorizzato da Albert Mehrabian quando dice che il nostro linguaggio è fatto dal 7 per cento di parole, dal 38 per cento da tono, ritmo e volume della voce e dal rimanente 55 per cento da quello come ci muoviamo con il corpo…

Leave a Comment