L’incredibile valore che (non) diamo al nostro tempo…
Warren Buffett ha 93 anni e 133 miliardi di euro di patrimonio ma scambierebbe volentieri gran parte del suo denaro per vivere anche solo un anno di più rispetto a quello che gli rimane.
In un’intervista ha fatto vedere la sua agenda cartacea: un insieme di pagine vuote con qualche giornata contrassegnata da impegni qua e là.
Nello sfogliare queste “pagine bianche”, ha detto una banalità enorme: “posso comprare qualsiasi cosa ma non il tempo”… sottintendendo che questo era il motivo per il quale la sua agenda non era troppo piena.
Generalmente non ho a che fare con persone come Buffett, ma mi capita spesso di lavorare con professionisti che hanno agende strapiene e che spesso, dopo aver impiegato una marea di energie per “arrivare”, realizzano di non poter “acquistare” l’unica cosa che una volta “persa” (o impiegata male), non si può recuperare.
Viviamo tutti esistenze professionali e private ricche di impegni ma troppo spesso povere di significato.
Le nostre agende sono zeppe di impegni che non ci daranno mai cose che “possiamo comprare” (come il tempo ma anche i momenti, le emozioni e quello stato di “flow” che nella maggior parte dei casi si trova fuori dalla sfera lavorativa).
L’unica opzione è quella di realizzare per tempo quello che Warren ha realizzato solo in tarda età… quando gli 86400 secondi che ci sono in ognuna delle nostre giornate, sembrano acquisire un valore “maggiore”.