Ascoltare i clienti … ma non troppo.
Se si vogliono fare prodotti veramente innovativi e “fuori dagli schemi”, l’ascolto di potenziali clienti è funzionale fino a un certo punto.
I clienti si basano su standard pregressi e sono esseri umani: difficilmente hanno visione su cose che non hanno già sperimentato e difficilmente riescono a immaginare qualcosa che esce troppo dalla “conformità”.
Per chi vuole innovare, ascoltare troppo i clienti può essere fuorviante.
Lo sa bene la “Austin Morris” che poco prima del lancio della “mini” (ora proprietà di BMW), consultò un gruppo di discussione che sentenziò che l’auto non era gradita perché dotata di ruote troppo piccole…
L’azienda ridusse quindi le linee di produzione a una sola pensando che non avrebbe venduto molte unità… e quando la domanda “schizzò”, la causa automobilistica non riuscì a soddisfarla perdendo ingenti profitti.
Quando si fa qualcosa di nuovo/innovativo, che sia una start up, un servizio, un prodotto o una consulenza veramente innovativa, a volte è preferibile provare a seguire l’istinto senza farsi condizionare da statistiche pregresse.