La leadership e il cambiamento sono cose per coraggiosi


“Non è ancora mai accaduto che un’avventura degna di essere vissuta sia stata portata a termine da qualcuno che ha pensato innanzitutto a salvaguardare la propria sicurezza personale” (Theodore Roosevelt).

Sicuramente gli yes man sopravvivono di più… ma a che prezzo?

Ci sono cose peggiori della morte professionale: il rimpianto di non aver provato a cambiare qualcosa o il vivere con il pensiero di ciò che abbiamo dovuto fare per continuare a “esistere”.

Chi vuole cambiare le cose prima o poi deve prendere posizione: non può stare in un limbo o dare l’impressione di essere in bilico per poter sopravvivere a una legislatura, a un cambio cordata o al prossimo giro di poltrone.

Un leader deve prendere posizione anche a costo di essere messo da parte perché “l’alternativa è un’esistenza di un mondo governato da vigliacchi”.

Si pensa sempre che esporsi troppo sia rischioso… ma non farlo rende solo le cose più lente, non fa evolvere e dà l’impressione agli altri di non essere degni di fiducia.

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