Il tuo tempo è infinito (#29-2025)

E se la tua giornata fosse più lunga di quello che pensi?

Con questa domanda si apre questo interessante libro che sintetizza molti degli insegnamenti che negli anni ho potuto apprendere e mettere in pratica sulla gestione del tempo.

E’ un libro semplice con concetti basici che nonostante tutto forniscono elementi da cui partire per provare a rendere più efficiente quello che facciamo quotidianamente (dandogli un senso meno reattivo e più profondo).

Il tempo di una giornata per alcuni è pochissimo e per altri è estremamente lungo: la differenza la fanno ovviamente le attività che facciamo e come le facciamo, come riusciamo a stare concentrati, e quanto rimaniamo nel “flusso” (in quello stato che ci porta a chiudere task in modo estremamente pragmatico).

Tutto questo a prescindere da quanto una giornata è “difficile”, dalle pressioni che riceviamo, dalle incombenze a scarso valore aggiunto e persino dal basso grado di interesse che eventualmente possiamo avere nel nostro impiego.

L’obiettivo è quello di restituire spazio per vivere e lavorare meglio, andando a fondo sulle nostre inefficienze e acquisendo spunti, metodi e riflessioni utili per ottimizzare “la risorsa più preziosa che un essere umano può spendere” (una delle mie citazioni preferite attribuite al filosofo Teofrasto nel 250 a.C.)

“Non si può gestire qualcosa che non  si conosce” per cui la prima cosa fondamentale è capire dove impieghiamo il tempo (quali sono i macro “contenitori”), cosa ce lo ruba (distrazioni, notifiche, presunte urgenze) e che percezione ne abbiamo (trattiamo davvero quegli 86400 secondi che abbiamo ogni giorno come se fossero “denaro”?).

Un testo che mette in discussione l’idea che il tempo sia qualcosa da rincorrere, scomponendolo, analizzandolo e mostrandoci quanto spesso siamo vittime della nostra stessa rappresentazione mentale, del modo con cui abbiamo sempre fatto le cose e di ciò che l’ambiente ci fa passare come “urgente” (ma che spesso, come dice Eisenhouer, “non è importante”).

Una lettura utile per chi pensa di non avere mai abbastanza tempo, per chi tende a rimandare ciò che conta e per chi si sente “perennemente in corsa” pur non ottenendo quella sensazione di impatto che provano le persone che sanno come gestirlo.

E se la tua giornata fosse più lunga di quello che pensi?

Con questa domanda si apre questo interessante libro che sintetizza molti degli insegnamenti che negli anni ho potuto apprendere e mettere in pratica sulla gestione del tempo.

E’ un libro semplice con elementi basici che nonostante tutto forniscono elementi da cui partire per provare a rendere più efficiente e con maggior senso quello che facciamo quotidianamente.

I concetti principali:

  • Il tempo è un costrutto mentale

Olicard parte da un assunto chiave: non è il tempo a mancare, è la nostra percezione ad essere distorta.

Quando diciamo “non ho tempo”, spesso intendiamo: “non ho dato priorità a questa cosa”.

Introduce il concetto di tempo soggettivo, influenzato da attenzione, emozioni, aspettative e memoria.

  •  Metodo dei “4 quadranti” (ispirato alla “matrice di eisenhouer”)

Classificazione delle attività in:

  • Importanti & urgenti (le vere priorità)
  • Importanti ma non urgenti (da pianificare)
  • Non importanti ma urgenti (delegabili)
  • Non importanti e non urgenti (eliminabili)

Osserva come la maggior parte delle attività siano negli ultimi due quadranti e suggerisce di pianificare le giornate a blocchi tematici, per ridurre la frammentazione cognitiva.

  •  Il concetto di “tempo utile” vs “tempo reale”

Porta a riconoscere quante ore della nostra giornata sono effettivamente produttive, al di là dell’orario lavorativo. Introduce esercizi per:

  • calcolare il tempo sprecato (scroll, attese, multitasking)
  • valorizzare le “micro-occasioni” (5-10 min di concentrazione vera)
  •  Allenamento dell’attenzione

Un capitolo intero è dedicato alla gestione dell’attenzione e alla memoria, con

  • Tecniche di concentrazione (es. “reset” visivo prima di un task)
  • Ancoraggi positivi (per affrontare attività difficili)
  • Uso consapevole delle pause per “riavviare” la mente

In chiusura l’autore propone un metodo per creare una “giornata tipo ideale”, adattabile agli obiettivi e al cronotipo di ognino, definendo i picchi di energia, assegnando blocchi orari coerenti e allenando alla flessibilità rinunciando al controllo rigido.

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