Saper resettare per superare i fallimenti



Si dice metaforicamente che la tennista Serena Williams soffrisse di perdite di memoria a breve termine..

Quando le cose le andavano male e perdeva un punto, un game o un set, aveva la capacità di resettare e di pulire la memoria per non farsi condizionare nella giocata successiva.

Nel tennis (ma anche nel lavoro), avere memoria a breve termine dei propri errori (e capitalizzarli a distanza), è tanto difficile quanto fondamentale.

Quando c’è un calo mentale, nel gioco come nella vita arriva la sindrome dell’impostore: il campo diventa più piccolo e si perde contro se stessi ancora prima che contro un avversario o una sfida difficile.

I migliori professionisti lo sanno e inducono perdite di memoria a breve termine, continuando a giocare dopo un errore senza l’ansia della prestazione o del punteggio.

La “memoria a breve termine” serve a stare concentrati sugli obiettivi facendo leva su quello che si è capaci di fare e non sulla paura di fallire di nuovo.

Una lezione che le persone più agili si portano dietro, affinando la capacità di sbagliare senza compromettere il risultato di lungo periodo.

Per approfondimenti ho trovato interessante “il gioco interiore del tennis” di Tim Gallwey

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