Cercate persone, luoghi e situazioni che non vi facciano… marcire.
Jim Rohn, in “7 strategie per la ricchezza e la felicità”, scriveva che “Siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più.”
Non vale solo per le persone: vale anche per gli ambienti, le abitudini, le attività.
Tutto ciò che ci circonda e che scegliamo di frequentare, modella i nostri pensieri, il nostro livello di energia, i nostri atteggiamenti:
– se ci circondiamo di individui positivi, motivati, generosi… ci verrà più naturale sviluppare quelle stesse qualità;
– se trascorriamo il nostro tempo in relazioni tossiche o in contesti che ci sfiancano, inevitabilmente daremo il peggio di noi;
– se facciamo attività che ci stimolano, ci sorprendono, ci fanno sentire vivi, tireremo fuori il meglio del nostro talento.
Al contrario, se viviamo costantemente a corto di energie, saremo sempre affaticati e il nostro potenziale finirà sottoterra.
È per questo che più della metafora della frutta marcia (sempre molto illuminante), è preferibile parlare di energie.
Capire cosa ci dà energia e cosa ce la toglie è una delle bussole più potenti che abbiamo ma che raramente utilizziamo scientemente.
Presi dalle urgenze, dalle scadenze, dalle agende piene, ci dimentichiamo di fermarci a osservare e a chiederci se qualcosa ci nutre o ci svuota, ci potenzia o ci spenge.
Tutti abbiamo giornate buone e giornate no, e tutti abbiamo un mix di cose che ci danno o ci rubano energia ma pochissimi imparano a riconoscerle, classificarle e osservarle per andarne alla radice.
Eppure fare un “diario mentale dell’energia” di quello che facciamo o delle persone che frequentiamo, è il primo passo per scegliere meglio, vivere meglio, lavorare meglio.
Serve ad avere più consapevolezza, a conoscersi meglio, ad approfondire e a incrementare le possibilità di fare spazio alle cose giuste.
P.s.: è anche un’abitudine che ho visto nei professionisti più brillanti, negli esseri umani più consapevoli, nei leader più autentici, nelle persone più sagge e in quelle più di successo (in qualsiasi accezione) che ho avuto la fortuna di conoscere.