10 motivi per prendersi un periodo di riflessione
Per chi è molto impegnato (quindi per la maggior parte di noi), prendersi una pausa è tanto difficile quanto fondamentale.
Una volta l’anno, ho l’abitudine di prendere un periodo “sabbatico” di cinque giorni in montagna (per praticare il mio sport preferito in un posto che considero come una seconda casa).
Perchè?
I motivi sono moltissimi e del tutto personali: qui ne ho indicati alcuni che ritengo possano essere “trasversali” a chi gestisce una vita professionale impegnativa.
1) disconnettere da tutto per connettersi meglio al rientro… con se stessi, con gli altri e con ciò che ci circonda;
2) mettere a tacere il rumore insopportabile, in cui viviamo per la maggior parte dell’anno;
3) riappropriarsi della connessione fra corpo e mente: qualcosa che spesso trascuriamo ma che è importante per qualsiasi essere umano;
4) “stare” in assenza di obiettivi: per capire meglio che si può vivere anche senza tutto quel carico che siamo abituati a metterci addosso (talvolta senza che nessuno ce lo chieda);
5) vivere senza prendere decisioni: per riuscire a prenderne di migliori quando siamo costretti a farlo;
6) riflettere, nel minimalismo, su quali cose materiali ha senso tenere e quali vale la pena lasciare fra quelle che abbiamo l’illusione di possedere (ma che più spesso, possiedono noi);
7) stare senza famiglia, senza colleghi, senza collaboratori per imparare a convivere coi propri silenzi e con la noia (e percepirli come una risorsa e non come qualcosa da evitare a tutti i costi);
8) isolarsi dai giudizi degli altri per metterne da parte uno più pesante da digerire: quello verso se stessi;
9) prendere distanza dagli errori fatti per guardare più da lontano e con una prospettiva più indulgente a quelli che inevitabilmente verranno;
10) entrare in simbiosi con posto in cui ci sentiamo “sicuri”, per dominare quella insicurezza che alberga in ognuno di noi e che viene inevitabilmente fuori ogni volta che proviamo a fare qualcosa di nuovo o di diverso.
Prendersi un periodo sabbatico è un po’ come intraprendere un percorso di coaching: a volte può spaventare perchè spinge a farsi nuove domande e a trovare risposte laddove convenzionalmente non saremmo mai andati a cercarle.
E’ qualcosa che può spaventare perchè è come guardare nel vuoto (e come diceva Nietzsche: “quando guardi a lungo nell’abisso, anche l’abisso guarderà dentro di te”)… ma può essere anche una fonte di spunti interessanti per chi vuole provare a migliorarsi ogni giorno.
Foto a Canazei, Dolomiti (Trentino)