Perché preferiamo i social al pensare…



“tutta l’infelicità umana deriva da una cosa sola non riuscire a stare tranquilli in una stanza” scriveva Blaise Pascal

Una ricerca svolta nel 2014 dal Dipartimento di psicologia dell’Università della Virginia, arrivò alla conclusione che le persone detestano l’idea di annoiarsi o stare soli a pensare.

Venne chiesto ai partecipanti di stare 15 minuti a pensare senza fare assolutamente niente.

Dopo alcuni esperimenti, venne data la possibilità a chi voleva, di infliggersi una scossa elettrica per terminare in anticipo la prova.

Sorprendentemente, il 67% degli uomini e il 25% delle donne scelse quest’ultima opzione.

È da notare che in precedenza tutti i partecipanti che avevano ricevuto una scossa elettrica, si erano dichiarati disposti a pagare pur di non riceverne un’altra… il che, con le dovute eccezioni e ragionevoli attenuanti, porterebbe a pensare che per molte persone stare soli con i propri pensieri per un tempo relativamente lungo sia persino peggiore che ricevere una scossa elettrica.

Al di là della relatività delle conclusioni, tutto questo trova un parallelo interessante con il nostro rapporto con la noia e la necessità compulsiva di accedere regolarmente a smartphone e social per scappare da dinamiche che ci porterebbero a fare introspezione, confrontarci con noi stessi e stare soli coi nostri pensieri.

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