L’impresa più longeva del mondo non ha mai “scalato”…

Siamo ossessionati dalla crescita, da modelli scalabili, da avere community da centinaia di migliaia di persone solo per fare numero e riuscire a fare una “exit” di successo.

Ma più passano gli anni, più la società si evolve e meno questi modelli (a cui si ispirano molte start up), sono “sostenibili”.

L’età media di un’azienda è passata da circa 50 anni a poco più di dieci nel giro di pochissimo tempo.

Colpa del mondo che cambia ma anche dell’approccio sempre più aggressivo al business.

La “Kongo Gumi” è un’azienda che costruiva templi buddisti da 1428 anni.

Aveva operato per 14 secoli senza mai scalare, puntando sulla qualità dei suoi servizi e sul suo brand.

Poi negli anni’80 si fece prendere la mano da una bolla finanziaria e dalla crescita senza freni del credito: due fattori che la spinsero a fare il passo più lungo della gamba e che le fecero accumulare 343 milioni di dollari di debito portandola alla “liquidazione”.

Da un’azienda “Shinise” (termine giapponese che indica qualcosa che “dura nel tempo”), la Kongo Gumi capitolò rovinosamente appena cercò di emulare le caratteristiche delle aziende occidentali.

La decisione di anteporre il profitto facile alla stabilità e alla crescita lenta, porta tutt’oggi molte aziende a non reggere i ritmi veloci a cui organizzazioni non strutturate sono sottoposte quando “scalano”.

È una questione di numeri, di incapacità di gestire la velocità ma anche di ego e di tentazioni a “facili scorciatoie”.

Ispirazione dal libro “il minimalismo del business” di Paul Jervis

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