Chiedi bene e ti sarà dato (#52/2024)
“Quello che vedi è tutto quello che c’è”..
E’ una frase del premio nobel Kahneman (autore di “pensieri lenti e veloci” ed esperto di psicologia cognitiva).
7 parole che spiegano quanto la nostra realtà sia frutto di ciò che riusciamo a vedere nel qui e ora.
Se poi quello che vediamo lo riusciamo a tradurre in parole (come dovremmo imparare a fare sia per avere un ottimo dialogo con noi stessi, sia per riuscire ad avere relazioni positive con chi ci circonda), è evidente quanto il linguaggio rappresenti un asset fondamentale nel “gioco lungo” della nostra vita personale e professionale.
Non sono per niente un fan del “volere e potere” perché il luogo in cui nasciamo, i genitori e la società in cui siamo cresciuti determina gran parte di quello che siamo e che possiamo diventare.
Ma c’è un’ampia sfera che possiamo influenzare e che è sotto il nostro controllo: il modo con cui parliamo a noi stessi e quella dimensione che da spettatori passivi può trasformarci in protagonisti in grado di evolvere a prescindere da quello che succede intorno.
In questa sfera sta gran parte di quello che possiamo fare per migliorare… partendo dalla qualità delle domande che ci facciamo, dalle conoscenze che acquisiamo, dalle parole che utilizziamo e dalle competenze che possono renderci stabili, centrati e alla ricerca attiva di possibilità alternative.
Immaginate di aver fatto una cosa che non ha prodotto i risultati sperati; a questo punto potete limitarvi a constatare un fallimento spostando il “centro di controllo” all’esterno oppure chiedervi: cos’altro avrei potuto fare che non ho fatto? di che supporto avrei avuto bisogno e come avrei potuto ottenerlo? quali elementi mi sono mancati per colmare il gap fra quello che ho raggiunto e dove avrei voluto arrivare?
Le domande possono portarci in basso o in alto… e il linguaggio è in grado di spostare letteralmente il focus, inducendoci a riflettere su mondi alternativi e portando “la discussione interiore” dal cervello rettiliano (quello della paura, dell’istinto e della “sopravvivenza”) alla parte limbica (quella delle storie, delle emozioni, del genio creativo e delle “possibilità”).
Non è solo una questione di teoria empirica ma di scienza: quella del cervello che col linguaggio può aiutarci a cambiare uno stato d’animo o un pensiero, incidendo su quello che facciamo e sui risultati delle nostre azioni.
Imparare a parlarsi e a parlare bene è un esercizio difficile in cui non si finisce mai di imparare…. ma che può portarci a “chiedere bene”.
In “Chiedi bene e ti sarà dato” Paolo spiega con esempi pratici e suggestioni, come si può “cambiare” semplicemente migliorando quel dialogo interiore che fa fare quella differenza che serve per vivere meglio e ottenere di più (da noi e dagli altri).